La raccolta zoologica

Silvio Bambini

Pietralunga - Perugia

A cura di

Andrea Maria Paci

Angelo Barili

Sergio Gentili


CAMS

La storia


Astore (Accipiter gentilis), giovane. [Foto Sig. Valerio Rosi]
Quando nel 1969 il Sig. Silvio Bambini, all'epoca conducente di autobus, decise di far imbalsamare un fagiano donatogli da un amico, non si immaginava minimamente che, di lì a qualche anno, si sarebbe ritrovato con un vero e proprio "museo faunistico del territorio" che lo spazio casalingo non avrebbe più potuto contenergli.
La raccolta si concretizzò infatti nei primi anni '70, periodo in cui il collezionista tifernate, interessato da sempre alla realtà faunistica del suo territorio ed animato dall'interesse di poter conservare alcuni campioni di "selvaggina" locale che si sarebbero altrimenti perduti, contattando soprattutto cacciatori della zona riuscì a recuperare numerose specie, gran parte delle quali risultano oggi oggetto di tutela da parte della vigente legislazione venatoria
Quasi tutti gli uccelli e i mammiferi furono acquistati e fatti naturalizzare dal Bambini, il quale poi personalmente realizzò le teche di vetro per la conservazione (logicamente con non pochi sacrifici di tempo e di denaro).
Agli inizi del 1976, la collezione si arricchì a tal punto (oltre 230 campioni) da suggerirne al proprietario l'esposizione al pubblico.
La prima esposizione avvenne nel corso dello stesso anno in un "localetto" di via Albizzini a Città di Castello; nel gennaio del 1978 il Comune, riconoscendone il valore almeno "quantitativo" e sicuramente originale per queste zone, concesse di allestire un'esposizione in due piccole sale all'interno della villa-museo Capelletti, già sede di altre raccolte. Durante la prima metà degli anni '80 Silvio Bambini continuò ad incrementare la sua collezione con nuovi acquisti nella speranza di vederla riunita, in breve, in un vero e proprio museo.
In tal senso le promesse di intervento che egli ricevette furono numerose ma poi, si sa, tra il dire e il fare…; così nel 1988 la raccolta si trovava ancora in Villa Capelletti, in uno spazio ormai insufficiente a contenere nuove vetrine e con quelle esistenti logicamente insufficienti ad ospitare nuovi esemplari (che nel frattempo avevano superato i 300 campioni), e con orari di apertura al pubblico estremamente limitati.
Per evitare che tutto questo materiale assolutamente originale rimanesse una statica concentrazione di "pelli montate" esposte alla sola mercé degli agenti devastatori, Silvio Bambini, ne propose così l'acquisto ha chi ne poteva garantire in seguito la conservazione, un razionale allestimento mirato ad una didattica ambientale, e soprattutto, il libero accesso a chiunque.
Durante l'estate 1988 iniziarono le trattative di vendita e la Comunità Montana Alto Tevere Umbro, offrì repentinamente garanzie serie e concrete, riuscendo ad aggiudicarsi (gennaio 1989) tale patrimonio locale insieme, non va dimenticato, alla responsabilità di tenere fede all'impegno di una sua celere e definitiva sistemazione ed adeguata collocazione.

La raccolta


Svasso piccolo (Podiceps nigricollis), adulto in livrea estiva. [Foto Sig. Valerio Rosi]
La raccolta Bambini è costituita attualmente (nel corso degli anni sono stati eliminati alcuni esemplari, infestati da tarme), da 321 campioni riguardanti avifauna e mammalofauna d’Europa, raccolti in massima parte (l'80% circa) nei territori compresi tra Città di Castello e San Giustino.
La sua importanza è almeno duplice:
  1. sotto il profilo scientifico, poiché presenta un quadro abbastanza completo degli uccelli e mammiferi dell'Umbria, e costituisce l'unico attendibile strumento di riferimento indiretto che ha permesso di muovere i primi passi verso una conoscenza concreta della fauna dell'Alto Tevere Umbro;

  2. sotto il profilo didattico, poiché fornendo contemporaneamente una panoramica di altre realtà umbre e o italiane potrebbe servire, qualora venisse ben organizzata allo scopo, per divulgare aspetti ecologici riferiti non solo alla natura locale ma pure a quella peninsulare ed europea in generale.

La raccolta ornitologica raggruppa 269 campioni montati più una quindicina di nidi, appartenenti a oltre 170 specie. Nel corso del suo primo periodo di formazione (1969-1978) sono entrate a far parte della collezione soprattutto specie caratteristiche dei locali ecosistemi boschivi, palustri e fluviali, rurali, e i centri abitati, con aggiunti alcuni elementi tipici della dorsale appenninica umbro-marchigiana provenienti dai valichi di Bocca Trabaria e Bocca Serriola.
Durante il secondo periodo di formazione (1980-1985) il numero di pezzi è aumentato grazie all'acquisto di preparati di provenienza esterna, allargandosi anche a specie tipiche degli ambienti marini e dell’arco alpino o distribuite in regioni dell'Europa orientale e settentrionale. Tra gli esemplari raccolti nel Comprensorio è da rilevare la presenza di un accidentale per l'Italia (Ubara - Chlamydotis undulata ), di specie e sottospecie interessanti per l'Italia centro meridionale, di un inanellato all'estero e di forme anomale.
Il 28% circa delle specie che presentano marcato il dimorfismo sessuale e/o i vari dicromismi (sessuale, stagionale, giovanile) è rappresentato da due o più campioni con livrea diversificata (es. Quattrocchi - Bucephala clangula, Sparviere - Accipiter nisus, Fagiano - Phasianus colchicus, Pittima reale - Limosa limosa, Combattente - Philomachus pugnax, et.).

Per quel che concerne la raccolta teriologica (mammiferi), essa è composta da 30 esemplari interi (tra cui spiccano un Capriolo - Capreulus capreulus e un Lupo - Canis lupus) più cinque teste-trofeo. Il livello di naturalizzazione degli animali in questione vede un netto salto di qualità dal primo al secondo periodo di formazione, al quale ultimo appartengono quasi tutte le circa 70 preparazioni che possono essere considerate tecnicamente, buone e in alcuni casi eccellenti.
Causa l'assenza di schede di dettaglio per ognuno dei campioni (in particolare mancano totalmente i dati riferiti alle biometrie, al sesso, al contenuto stomacale, oltre a varie altre annotazioni di particolare interesse per la ricerca scientifica), le date topiche di cattura rimangono i soli riferimenti sicuri e noti per quasi tutti i soggetti poiché anche le date croniche di cattura non risultano nella maggior parte dei casi.

Il Museo Ornitologico Naturalistico "S. Bambini"


Ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula), a sinistra esemplare di sesso femminile della sottospecie pyrrhula e a destra un maschio della sottospecie europae. [Foto Sig. Valerio Rosi]
La Raccolta Bambini è ospitata nella ex caserma delle Guardie Forestali di Pietralunga, recentemente ristrutturata, oggi sede del Museo Ornitologico Naturalistico "S. Bambini".
Questa ricca collezione di uccelli e di mammiferi rappresenta un importante punto di riferimento per tutti coloro che voglio avvicinarsi e/o approfondire le proprie conoscenze intorno al patrimonio faunistico locale.
Infatti l'ampia varietà di specie in mostra, consente di avere un quadro esauriente sulla biodiversità di un comprensorio e di una regione di notevole interesse naturalistico.
La valorizzazione della raccolta se opportunamente attuata potrebbe condurre allo sviluppo in tempi brevi di un vero proprio Centro di Documentazione Naturalistica dell'Alto Tevere Umbro, che sul modello di quelli già esistenti in altre realtà italiane ed europee, andrebbe a costituire una importante tappa di eventuali interessanti e originali percorsi culturali da integrare con altre realtà già presenti sul territorio quali: la raccolta di vertebrati fossili del Quaternario tifernate (conservata presso la Biblioteca Comunale di Città di Castello), la collezione malacologica Bini (MALAKOS in mostra presso Pinacoteca Comunale di Città di Castello), l'osservatorio astronomico di Corlo, "il museo etnografico "il tamburo parlante" di Montone, il parco-giardino della Montesca ed anche il museo della civiltà contadina e delle tradizioni popolari di villa Capelletti.

La visita

Si può godere oggi della raccolta zoologica di Silvio Bambini visitando il Museo Ornitologico Naturalistico "S. Bambini" in Loc. Candeleto - Pietralunga (Perugia): per informazioni e visite tel. 075/9460771 fax 075/9469707.

Bibliografia