Doctores Excellentissimi
 

Doctores Excellentissimi

Nomina, Cognomina et Insignia Perillustrium et Excellentissimorum Doctorum... così recita il frontespizio delle due monumentali matricole che il Collegio dei Giuristi e quello dei Medici e Filosofi di Perugia iniziarono a compilare nel 1630, e che avrebbero raccolto i nomi dei due gruppi professionali fino alla fine dell'età moderna. Con meno pompa, per l'umiltà che si richiede all'uomo di chiesa, gli elenchi dei Teologi, il terzo dei collegi dottorali presenti a Perugia dal tardo medioevo al XIX secolo.

Nati per organizzare i dottori, disciplinare
e difenderne le competenze, sia sul piano dello svolgimento della pratica professionale, sia per tutelare l'insegnamento delle discipline e controllarne la corretta tradizione all'interno dell'Università, e per vigilare infine sul conferimento del titolo, la storia dei Collegi dottorali è in gran parte coincidente con quella dello Studium,
della cui organizzazione essi furono parte integrante.

Per questo ai Collegi si è voluto dedicare la mostra documentaria con cui l'Università di Perugia ha aperto le celebrazioni per il suo VII centenario, e in cui si sono mostrati al grande pubblico, per la prima volta nella storia secolare dell'Ateneo, i documenti del suo Archivio storico, tra gli altri anche le succitate matricole, due capolavori di arte della miniatura, con pagine in pergamena interamente decorate dagli stemmi degli iscritti.

Doctores Excellentissimi. Giuristi, medici, filosofi e teologi dell'Università di Perugia
(secoli XIV-XIX);
Mostra documentaria:
Perugia, 20 maggio – 15 giugno 2003.
Catalogo a cura di Carla Frova, Giovanna Giubbini, Maria Alessandra Panzanelli Fratoni. Perugia; Edimond. 2003. 231 p., € 35,00

Il catalogo della mostra documentaria rende merito, grazie a splendide riproduzioni, della bellezza dei documenti esposti in quella occasione: 237 documenti, tra registri, pergamene, codici, libri a stampa ma anche dipinti, medaglie, miniature e oggetti d'oreficeria.La rilevanza della esposizione stava però anche, e forse soprattutto, nella lettura critica dei materiali esposti, e nelle interpretazioni storiografiche che, a partire da quei documenti, sono state fatte dagli studiosi che hanno collaborato alla redazione del catalogo. In apertura, le presentazioni del Rettore e del Soprintendente archivistico per l'Umbria (i rappresentanti dei due enti dalla cui collaborazione è nata la manifestazione) introducono a dieci saggi volti ad illustrare alcune delle tematiche principali: l'Archivio storico dell'Università e la potenzialità informativa dei materiali in esso conservati, la ricostruzione della vicenda storica di ciascuno dei Collegi dottorali, la produzione artistica legata alla redazione dei loro documenti più sontuosi, lo sviluppo del rituale del conferimento del titolo dottorale, la biografia di un dottore illustre (Annibale Mariotti), gli sviluppi dell'istituzione universitaria alla fine dell'età moderna.

Il testo continua, diviso in cinque partizioni tematiche che riproducono le sezioni della mostra; in esse si inseriscono le schede descrittive dei pezzi, ciascuno dei quali assume il suo significato in relazione al contesto preciso e più ampio dei rapporti che legano i collegi alla storia della città e dell'università nei secoli dal Trecento all'Ottocento. Così, la descrizione tecnica dei singoli pezzi posta sotto la riproduzione fotografica, introduce ad uno scritto, talvolta breve talvolta approfondito, in cui il documento diventa l'occasione per illustrare un frammento di storia della Università, dei collegi dottorali, della società civile. I quadri diventano così le biografie dei personaggi ritratti, un'opera a stampa l'occasione per raccontare il rituale della laurea, le mazze d'argento portate oggi in rappresentanza delle facoltà, la testimonianza del prestigio secolare dei Collegi dottorali.

Segue una rassegna fotografica di particolari dei documenti e di palazzi e chiese della città, residenze e luoghi di sepoltura di alcuni dottori illustri.

Chiude il catalogo una ricca raccolta delle opere, manoscritte e a stampa, utilizzate per la redazione dei testi: una utile rassegna bibliografica sulla storia delle Università, pressoché esaustiva per quella dell'Ateneo perugino d'età moderna.

M. Alessandra Panzanelli Fratoni