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Campagna di scavo 2010
pagina aggiornata il 09/04/2010
Monte Tezio (Perugia)

Località: Monte Tezio (Comune di Perugia, Provincia di Perugia).
Regime: Scavo in concessione alla Fondazione Ecomuseo dei Colli del Tezio. Direzione scientifica e operativa dell’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Scienze Storiche, Sezione di Scienze Storiche dell’Antichità, Cattedra di Urbanistica del Mondo Classico.
Anno d’inizio dell’attività di scavo: 2007.
Responsabile scientifico: Prof. Maurizio Matteini Chiari.
Responsabilità e coordinamento delle attività di campo e di magazzino: Dott.ssa Laura Matacchioni.
Collaborazioni: Prof. Piero Ceccarelli, Prof.ssa Paola Comodi, Prof. Otello Grassi, Ing. Silvia Grassi, Dott.ssa Alessia Mignani, Prof. Francesco Parillo.
Restauri: Laura Ciani, Perugia; PF Restauri di Fiorentina Cirelli, San Giuliano del Sannio.
Referente Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria: Dott.ssa Luana Cenciaioli.
Campagna di scavo 2010: IV campagna.
Periodo di svolgimento: 3 Maggio - 31 Maggio 2010.
Modulo di adesione mod_ade_mt.rtf.
I turno: 3 Maggio - 17 Maggio 2010
II turno: 10 Maggio - 24 Maggio 2010
III turno: 17 Maggio - 31 Maggio 2010
Partecipazione per turno: 20 persone.
Breve descrizione del sito:
IL TERRITORIO PERUGINO SETTENTRIONALE: IL MONTE TEZIO
Il Monte Tezio (q. 961) presenta un’area sommitale del tutto spoglia che pare configurarsi come naturale distesa prativa. In realtà la cima, per largo tratto, è interessata da fenomeni documentati di antica occupazione antropica, ancorché forse da una normale prospettiva da terra non troppo evidenti e neppure troppo percepibili. Questa mancata loro evidenza è dovuta al progressivo e inarrestabile degrado di strutture perimetrali avvolgenti in forma subcircolare la cima. La perdita di consistenza e di volume degli alzati, il loro secolare disgregarsi sul terreno ha difatti gradualmente attenuato e ridisegnato in forme via via più morbide la sezione brusca degli originari artificiosi dislivelli del terreno di sommità. Riuscendo in gran parte a colmare lo stesso fossato posto perimetralmente a difesa e a protezione dell’insediamento.
Del resto la mancata continuità di vita di quest’ultimo e la diversa destinazione d’uso della cima, il rarefarsi progressivo della sua stessa frequentazione hanno rideterminato nel corso del tempo una sorta di recupero fittizio della primitiva configurazione naturale dell’ambiente.
Invece questa situazione di profonda alterazione dell’assetto topografico, ambientale e paesaggistico originari della sommità del monte appare assai evidente nella documentazione fotografica dal cielo. Ma appare altrettanto apprezzabile allorché la cima viene fotografata da terra in condizioni ottimali, ad esempio in fase di disgelo con la neve che, accumulata nelle superfici concave e protette del fossato perimetrale, vale a ridisegnarne perfettamente i contorni e le sezioni.
La recinzione perimetrale direttamente impostata sulla roccia domina un orizzonte immenso e profondissimo. Mancavano, fino a due anni fa, elementi documentali (reperti mobili o menzioni fededegne di fonti) tali da dare una consistenza cronologica sicura all’insediamento. La stessa specifica destinazione d’uso di quest’ultimo non poteva definirsi con certezza. Anche se sembrava possibile avanzare da subito ipotesi di una qualche consistente e legittima attendibilità. In primo luogo la funzione di stabile controllo di un’amplissima estensione territoriale e, soprattutto, del fluente e ravvicinatissimo asse tiberino. In secondo luogo una, verosimilmente più tarda, destinazione cultuale dell’area recinta. Alla stessa stregua del vicino Monte Acuto.
Alla verifica di scavo è stata con dichiarata evidenza documentata la cronologia della prima occupazione della cima e dello stesso disegno perimetrale, entrambi ascrivibili alle fasi finali dell’Età del Bronzo. Un’occupazione prolungata ed estesa, imponente non solo dal punto di vista “strutturale” ma anche e soprattutto restituita (peraltro con identica rimarcata evidenza) da una quantità notevolissima di materiale ceramico d’impasto, spesso decorato, ancorché in frammenti minuti, e associato a congerie cospicue di ossa di animali (soprattutto ovini, suini e canidi).
Lo scavo non ha documentato, invece, nel corso della campagna 2007 e ancora in quelle successive 2008 e 2009, alcun trapasso di destinazione del sito da area posta a difesa e a controllo a luogo esclusivo di culto.
Oggi, questa situazione archeologica va, più di prima, protetta, tutelata e sottoposta a vincolo. E, a tal fine, non sembra sussistere migliore strumento di protezione e di valorizzazione che il pronto rinnovarsi dell’azione di scavo. Ovviamente uno scavo organico e sistematico, ancora una volta finalizzato all’acquisizione scientifica e documentale di tutte le componenti culturali, materiche e cronologiche presenti e stratificate nell’area. Grazie alle quali potrà raggiungersi l’intento di scandire in periodizzazioni e in fasi più minute la storia della sommità del monte che, nonostante la contraria evidenza attuale, deve considerarsi assolutamente più complessa e articolata per radicate e sempre meglio documentate presenze plurigenerazionali e per altrettanto prolungate frequentazioni. E tutto nel pieno e rigoroso rispetto dell’orizzonte e dell’ambiente.
Bibliografia relativa allo scavo:
- G. Fontana di Sacculmino, Ecomuseo Colli del Tezio, in “L’Ingegnere Umbro”, XV, 2007, 12 [63], pp. 16-18.
- M. Matteini Chiari L. Matacchioni, Archeologi sulla vetta del Tezio, in “L’Ingegnere Umbro”, XV, 2007, 12 [63], p. 19.
- M. Matteini Chiari L. Matacchioni, Archeologia in quota. Lo scavo di monte Tezio, in “Il Gruspigno”, Giornale della Fondazione Ecomuseo Colli del Tezio, 1, 2008, p. 4.
- M. Matteini Chiari, Monte Tezio 2009. La terza campagna di scavo, in “Il Gruspigno”, Giornale dell’Ecomuseo Colli del Tezio, II, 4, 2009, p. 4.
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- L. Matacchioni, Riscoprendo la storia sul Tezio: chi, come e quando, in “Il Gruspigno”, Giornale dell’Ecomuseo Colli del Tezio, II, 4, 2009, p. 4.
Didattica
Lo scavo archeologico dell’area sommitale di Monte Tezio (Perugia), eseguito su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è riconosciuto dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Perugia come laboratorio didattico per gli studenti del Corso di Laurea triennale in Scienze dei Beni Archeologici e Antropologici e per gli studenti del Corso di Laurea triennale in Lettere e ancora per gli studenti del Corso di Laurea specialistica in Archeologia preistorica, classica, medioevale, generale e topografica e per gli studenti del Corso di Laurea specialistica in Filologia, Letterature e Storia dell’Antichità. Infine anche per gli studenti del Corso Magistrale in Archeologia. In tutti i casi consente l'acquisizione di n. 3 crediti CFU.
La campagna di scavo 2010 di Monte Tezio (Perugia), si articolerà su 3 turni, che in parte si sovrapporranno, nel periodo 3 Maggio - 31 Maggio.
I turno: 3 Maggio - 17 Maggio 2010
II turno: 10 Maggio - 24 Maggio 2010
III turno: 17 Maggio - 31 Maggio 2010
E' richiesta una presenza continuativa minima di 1 turno (= 2 settimane + 1 giorno). Non sono consentiti, se non in casi eccezionali e con l'assenso del direttore scientifico dello scavo, arrivi posticipati o partenze anticipate (con obbligo di recupero).
Lo scavo, data l'estrema vicinanza alla sede universitaria, non prevede né alloggio né vitto serale. I partecipanti saranno dunque pendolari. Il pasto di mezzogiorno, a carico dei partecipanti, sarà consumato direttamente sullo scavo.
La dotazione personale comprende abbigliamento estivo, ma anche capi pesanti, cappello e creme protettive. Per l'attività di campo si richiedono in particolare: copertura assicurativa, certificato di vaccinazione antitetanica, scarpe antinfortunio, borraccia, guanti da lavoro, ginocchiere, marsupio o zainetto da campo, cancelleria e strumenti per il disegno (dotazione minima: biro, portamine + mine, gomma da matita, 1 doppio metro metallico, 1 squadra, 1 compasso).
La partecipazione è aperta anche a studenti di altre Università, italiane e straniere, e a personale non universitario ritenuto idoneo dal direttore scientifico dello scavo.
La giornata di lavoro (dal Lunedì al Venerdì) si articola, di massima, come segue:
ore 8.30 : Inizio scavo
ore 12.30 : Pranzo sullo scavo
ore 13.30 : Ripresa scavo
ore 17.00 : Termine scavo e prima selezione dei materiali sul campo, controllo US
ore 17.30 : Trasferimento da Monte Tezio alla sede della Fondazione Ecomuseo Colli del Tezio e deposito dei materiali di scavo
Alle 13.30, in alternativa alla ripresa dello scavo, secondo necessità, lavori di laboratorio (lavaggio cocci, inventariazione cartacea e informatizzata, applicazione numeri, ricerca attacchi, disegno dei materiali, sviluppo quote, disegno sezioni, digitalizzazione disegni dei materiali e dei rilievi, ecc.).
Sabato e Domenica liberi.
Per ulteriori informazioni e/o comunicazioni:
Prof. Maurizio Matteini Chiari, Dipartimento di Scienze Storiche, Sezione di Scienze Storiche dell'Antichità, Università degli Studi, Via Aquilone 7, 06123 PERUGIA. Anche Laboratorio di Urbanistica e Rilievo, Via degli Offici 14, Palazzo San Bernardo, tel. 075/5853102 (con segreteria telefonica); fax: 075/5853138; e-mail: matteini@unipg.it anche maumatt@katamail.com.
Notizie utili
Il Monte Tezio domina, a distanza, l’intero orizzonte perugino. Si configura come una maestosa dorsale che raggiunge un’altitudine massima di 961 m., spoglia e protesa sulla Valle Tiberina.
E' facilmente raggiungibile da Perugia attraverso una comoda strada provinciale che da Elce porta alle località di S. Marco, di Cenerente e quindi di Colle Umberto I. Di qui una più modesta strada comunale, risalendo di quota, porta alla località di Compresso e al cancello che immette nell’interno del Parco del Monte. Distanza da Perugia 16 km. Il Monte Tezio è altrettanto facilmente raggiungibile dalla Superstrada E 7 e dalla S.S. 3 bis Tiberina, svincolo di Pierantonio, in direzione di Antognolla, Pantano, Colle Umberto I.
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Pierantonio, lungo la linea C.F.U. che unisce Perugia Sant’Anna a Città di Castello. Treni anche da Roma, via Foligno, e da Firenze, via Perugia, con coincidenza e cambio a Perugia Ponte San Giovanni.
Il territorio che attornia il Monte, a prevalente conduzione agricola, presenta estese aree boschive di versante lasciando spazio al pascolo alle quote più elevate. Le risorse ambientali e naturalistiche dell’intero comprensorio risultano rilevantissime, per quanto forse ancora poco conosciute e valorizzate. Dimore storiche (la Villa del Cardinale fra tutte), castelli (Antognolla, Castel Procoio, Montenero fra i tanti), torri e chiese isolate ne scandiscono per larghissimo tratto l’orizzonte profondo, articolato e talora aspro. Molteplici sono le opportunità di soggiorno e di turismo soprattutto estivo vantando il territorio eccellenti strutture ricettive alberghiere, agrituristiche e di ristorazione.
Il territorio perugino settentrionale che fa perno sulle cime di Monte Tezio e di Monte Acuto presenta un cospicuo patrimonio archeologico diffuso, tombe monumentali isolate e materiali di spoglio in reimpiego. Altri materiali qui rinvenuti si conservano in collezioni pubbliche (Musei Archeologici di Perugia e di Firenze) e private.
Mappa stradale

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