Il Centro Appenninico del Terminillo, Rieti, fu
istituito nel 1949 dal professore Carlo Jucci, docente di Zoologia presso
l'Università degli
Studi di Pavia, che da tempo vagheggiava l'idea di costituire
un centro montano di genetica come "strumento di cooperazione
tra i biologi nella investigazione dei problemi generali della eredità, della
variabilità e della evoluzione, perché solo una profonda
conoscenza degli equilibri naturali e dei fattori climatici, pedologici,
biotici ed umani che li influenzano puo' permettere la razionale impostazione
del problema della montagna. Solo così possono migliorare le condizioni
di vita della gente che troppo spesso è costretta ad abbandonare
il proprio ambiente naturale con grave pregiudizio dell'economia
di tutto il paese". Grazie al Prof. C. Jucci vennero
approvate di due leggi che prevedevano la concessione di contributi
annui per il funzionamento e l'assegnazione dal Demanio dello Stato del
fabbricato e dell'appezzamento di terreno della stazione superiore di
Colle Scampetti a 1739 m s.l.m.. Si aggiunsero quindi i campi sperimentali
in altitudine: prima quelli situati a Pian di Rosce a 1050 m s.l.m. e
successivamente quelli della fertile pianura reatina a 379 m s.l.m.. Il
Centro Appenninico assunse una sua precisa fisionomia e divenne meta per
studiosi e ricercatori. La ricerca interessava principalmente studi sulla
genetica vegetale, sulla variabilità ed ereditarietà che
avevano quasi sempre per oggetto le specie foraggere ed ortive. Alla morte
del professor Jucci nel 1962, l'Università di Pavia nell'impossibilità di
seguire da vicino la ricerca ha ceduto il Centro all'Università di
Perugia. Il Contratto di compravendita tra i due Atenei è stato
firmato il 6 luglio 1978. Il Centro Appenninico del Terminillo è da
allora cresciuto, ha messo profonde radici nella realtà locale,
si è affermato in campo nazionale ed Europeo. |

